Noi ci abbiamo provato a mandarli via ma questi non ne vogliono sapere e pure ieri si sono presentati in 55 a vedere un film sui fringuelli. Valli a capire…

Grazie a tutti quanti sono venuti anche ieri, nonostante tutto. Siete stati sfidati, attenti, divertiti, annoiati, ma siete stati al gioco e questo è l’importante per godere di un’opera così anarchica.
Vi ringraziamo per averci dato fiducia e per esser sempre stati in tanti, dimostrando che anche la provincia esiste e va nutrita. Noi siamo contenti di avervi proposto un film, pur se lungo e lento, indimenticabile e unico e speriamo che il canto dei fringuelli vi resti un poco nel

Solo nei suoi film i galli discutono di giustizia, i cani giocano con il proprio fantasma e immagini povere, scarne, volutamente anacronistiche possono dirsi poetiche e aprirsi all’epifania. Solo nei suoi film, o forse solo in questo magnifico e buffo capolavoro che sperpera fin troppe storie e idee a non finire, la rappresentazione dei poveri può finalmente liberarsi dal modello straccione ed elegiaco di Pasolini ed aprirsi a una nuova, inedita forma di rappresentazione.